Workshop per Diabetologi

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PROGETTO DI FORMAZIONE PER DIABETOLOGI

Pratica sportiva e Diabete tipo 1: una full.. immersion

Con il sostegno non condizionante di

MEDTRONIC

Nel diabete tipo 1 lo svolgimento di attività sportiva è stato ed è tuttora oggetto di discussione. A differenza di quanto avviene nel Tipo 2, dove non possono essere messi in discussione i potenziali vantaggi di una regolare attività motoria nella prevenzione della malattia cardiovascolare, e nel miglioramento del controllo glicemico, il ruolo dello sport nel diabete tipo 1 presenta aspetti a volte controversi.  L’approccio a questo argomento deve essere necessariamente articolato e quasi personalizzato: non è infatti possibile prevedere linee di comportamento standardizzate, applicabili indistintamente in tutti i pazienti, poiché la risposta glicemica all’attività motoria dipende da molti fattori quali lo stato di nutrizione del soggetto, l’allenamento, il livello di compenso metabolico, oltre che dall’intensità, dalla durata e dal tempo di esecuzione dello sforzo. Il numero e la complessità delle variabili coinvolte possono in realtà rendere difficoltoso il mantenimento del controllo glicemico nei pazienti che svolgono esercizio fisico e/o discipline sportive; ciononostante, tutti i soggetti diabetici dovrebbero essere fortemente incoraggiati a fare esercizio fisico tutte le volte che vogliono, compatibilmente con le loro condizioni generali. Questo non solo al fine di conservare e migliorare la loro forma fisica, ma anche, soprattutto nei soggetti più giovani, a scopo ricreativo, come elemento di gratificazione, di miglioramento della qualità di vita, di rafforzamento dell’autostima e della personalità.

Questo Corso è parte del progetto “Diabete Sommerso”, che come è noto si propone di avvicinare alla pratica delle immersioni subacquee con autorespiratore giovani persone con Diabete, fornendo loro le conoscenze teoriche e pratiche necessarie per avvicinarsi in piena sicurezza a questo sport, tradizionalmente considerato incompatibile con la condizione diabetica. In questo percorso si sta sviluppando in questi mesi un intervento su più fronti, che intende formare una rete diffusa sul territorio nazionale (o meglio, sulle sue coste) di diverse figure professionali esperte nel campo, in modo da offrire una serie di Centri di riferimento alle persone con diabete interessate alla subacquea. Si è iniziato nel marzo 2012 con un corso dedicato agli istruttori subacquei, oggi ci si rivolge invece ai diabetologi.

Sembrerebbe un argomento “di nicchia”, e in parte lo è; ma è nostra convinzione che dalla subacquea, come da qualsiasi altro sport, si può partire per affrontare ed approfondire tematiche di interesse più generale, riguardanti la gestione ottimale della terapia insulinica intensificata in situazioni di particolare complessità. Presupposti di un percorso formativo dedicato alla gestione della terapia del diabete tipo 1 durante la pratica sportiva sono quindi da una parte la conoscenza dei potenziali vantaggi ma anche delle controindicazioni e dei rischi della stessa, la complessità della gestione della terapia insulinica e del controllo glicemico durante lo svolgimento di attività motoria/sportiva, e dall’altra la necessità di rispondere al bisogno di molti pazienti che volendo praticare un’attività sportiva si rivolgono al team diabetologico.

Obiettivo generale

L’obiettivo generale del corso è il miglioramento delle competenze dei diabetologi nella gestione dei vari aspetti correlati alla formazione dei pazienti affetti da diabete tipo 1 per lo svolgimento e mantenimento di un corretto programma di attività motoria e/o sportiva. Anche se l’attenzione verrà centrata particolarmente sulla subacquea, i temi trattati riguarderanno lo sport in generale, così che le competenze acquisite possano essere applicate anche a discipline di diversa natura

Il corso vuole favorire l’acquisizione da parte dei professionisti di strumenti tecnici, terapeutici e nutrizionali, utili alla gestione ottimale dello sport da parte della persona con diabete, prevenendo, ed eventualmente controllando, l’insorgenza di complicazioni metaboliche acute, con i rischi che queste potrebbero comportare, soprattutto in situazioni potenzialmente critiche come le immersioni subacquee.